Chiacchiere sulla formazione di pianeti giganti
La conferenza è nel Remota Hotel, una struttura chiaramente di lusso. Mi sembra quasi troppo , considerato il poste in cui siamo. Inizia bene, devo dire, con una bella reception e un sacco di cibo buono la domenica sera. No dai, a parte queste amenità, il programma sembra interessante e nei primi talk subito imparo qualcosa sulla formazione dei giganti gassosi, che sembra un problema in effetti ancora molto aperto. Tolgo il sembra, lo è. non ne sappiamo niente. Mi pare che tutti cerchino di farsi guidare dalle osservazioni e poi provino a trovare un meccanismo globale che possa spiegare la formazione dei pianeti giganti attorno a tutti i tipi di stelle. Ma siamo davvero ancora lontani dalla soluzione, e forse anche dalla formulazione corretta della domanda, a mio parere. Non solo a causa dei limiti osservativi, sia in termini di numero di pianeti osservati - si, perché secondo me le statistiche sono fatte ancora su un numero troppo basso di pianeti, anche se la maggior parte della comunitá non la pensa minimamente come me - che in termini di fisica di base. in fin dei conti si tratta di capire cosa ci dica la fluidodinamica del gas e della polvere che poi andrà a formare i pianeti, e qui le instabilità idrodinamiche e magnetoidrodinamice che giocano un ruolo sono innumerevoli. In soldoni, sembra che banalmente i pianeti più grandi vengano formati preferibilment e attorno a stelle più grandi. Alla stessa maniera, però, pare che la presenza di pianeti gassosi in ordite distanti dalla stella ospitante sia correlata con la presenza di qualche pianeta su orbite più piccole, soprattutto di pianeti che abbiano massa poche volte superiore a quella della Terra - le cosidette superterre. Queste super terre sono anche molto comuni attorno a stelle piccole, e qualcun altro sostiene che si possano formare solo in assenza di pianeti gassosi giganti, che altrimenti, in fase di formazione dei pianeti, userebbero la maggior parte del materiale disponibile, quindi limitando la formazione di pianeti più piccoli. Inoltre uno potrebbe chiedersi se ci siano anche pianeti gassosi su orbite davvero molto lontane, e che quindi eludano i metodi di osservazione di cui disponiamo al momento.
Comunque, attorno a diverse stelle piccole sono stati osservati sia Super Terre che pianeti giganti gassosi. E quindi quali sono le stelle piccoe che riescono ad ospitare pianeti giganti? E quali quelle che invece non li ospitano, non sono riuscite a farli formare nel disco dal quale poi sono nate?
Ecco, la prima mattinata della conferenza è andata via così, con una decina di seminari sulla presenza di pianeti gassosi attorno a stelle piccole, e con la stessa domanda ripetuta più volte: come si formano? E il pomeriggio mi sa che non sarà tanto diverso.
Ma perché, chiedo io, sappiamo mica qualcosa su come si formino i pianeti attorno a stelle più grandi?
E perché, siamo certi di come si formino i pianeti più piccoli, quelli rocciosi?
Insomma, quello che la maggior parte degli astronomi osservativi fa è studiare la popolazione osservata di pianeti giganti e di cercare correlazioni con altre quantità che si possano osservare. Per esempio, correlazione con la massa della stella ospitante, correlazione con la presenza di elementi chimici più pesanti dell'elio, correlazione con età della stella. Da lì, si prova a tirar fuori una spiegazione.
Si trovano diversi tipi di popolazioni di esopianeti, si scopre che alcuni tipi di esopianeti non esistono e si trovano spiegazioni per queste popolazioni mancanti. Poi puntualmente si trova un qualche pianeta che vìola questa spiegazione e che in barba a tutte le idee che ci siamo fatti, esiste. Tipo questo fantomatico TOI-4201b, un pianeta di tipo gioviano ma con massa maggiore di Giove in orbita attorno ad una stella di piccola massa, pianeta che non dovrebbe esistere, un pianeta proibito. Ma per chi? per le nostre idee, mica per la natura! Mi pare che per i pianeti gli umani seguano la stessa logica (se così vogliamo chiamarla) che continuano a seguire per descrivere le persone: ne cercano un progenitore comune, ma poi ne studiano diverse etnie come si trattasse di animali diversi l'uno dall'altro, ne studiano i comportamenti e pongono limiti a ciò che si possa fare ed essere, per poi puntualmente trovare uno o più individui che rompono le regole, regole che hanno quindi bisogno di essere riscritte. O forse, ancor meglio, semplicemente messe da parte, no?
La mia sensazione è che ci stiamo addentrando in un'epoca in cui possiamo osservare davvero tanto, molto di più di quello che possiamo comprendere, e quindi invece di spingere in avanti la comprensione dell'universo formulando teorie, ipotizzando l'esistenza di meccanismi fisici che poi possano essere confermati o smentiti dalle osservazioni, facciamo il contrario. Ci facciamo tirare in avanti dai dati e poi seguiamo con le teorie. Beh certamente non è la prima volta che succede nella storia dell'umanità, e d'altra parte l'astronomia è una scienza osservativa e la formazione di pianeti è un tema complesso a dir poco. Non sappiamo neanche come si sia formata la Terra, non so se mai lo sapremo, come tanti altri fenomeni che riguardano il passato e che avvengono su scale temporali tali da non poter essere osservati nell'arco di una o poche vite umane. Beh, più o meno. Qualcuno pare abbia dimostrato che la Luna si sia formata forse in poco più di un giorno, dopo una colossale collisione tra un pianeta e la Terra. Quindi, chi sa, forse dall'osservazione della formazione di un pianeta extrasolare potremmo risalire alla storia della formazione della Terra!
Sempre che l'umanità, nel frattempo, non decida di voler ritornare all'ipotesi, più semplce, che qualche ente superiore agli umani abbia deciso di creare L'Universo e la Terra e che è inutile cercare una risposta nelle leggi fisiche descritte con il linguaggio della matematica.
PS: Questa maniera di prendere appunti durante una conferenza potrebbe in fondo piacermi, potrebbe anche essere più o meno efficiente, anche se dubito piaccia ai pochi lettori di queste pagine. Credo di produrre roba abbastanza illegibile e lo scoprirò solo quando rileggerò il tutto, dopo la fine del viaggio.
PS2: Tutta questa gente che studia la formazione planetaria, davvero tanta se rapportata al numero totale di astronomi, ha dimenticato di invitare alla festa un ospite spesso sgadito. Scommetto che poi alla fine scopriranno che è proprio quest'ospite non invitato ad essere quell'elemento comune che spiega tutto!
Chiaramente sto parlando di Mister B, il famigerato campo magnetico.

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