Nubi, Milodonte e poi non so

Ultimo giorno di seminari, ce ne sono alcuni di mattina e poi via, tutti liberi a godersi questa spettacolare giornata nella provincia di Ultima Esperanza, il nome di questa zona del Cile che si affaccia sul Golfo Almirante Montt.

La conferenza si chiude con la mia realizzazione che le nubi esoplanetarie di cui si parla nel contesto delle atmosfere di esopianeti, hanno un processo di formazione simile a quello delle nubi lenticolari. Come dicevo ieri, il proceso però non è lo stesso, visto che lì, sugli esopianeti molto vicini alla stella che li ospita, non è necessario che ci sia nessuna montagna a fare da ostacolo allo scorrere di un vento: è semplicemente la differenza di temperatura tra il giorno e la notte a far creare delle nubi stazionarie. Ma non succede mica in tutti gli esopianeti. No, in alcuni ci sono altri meccanismi che riescono a ridistribuire velocemente il calore tra il lato esposto alla stella e quello invece nascosto ad essa. Ce ne possiam orendere conto perchè alcuni esopianeti consentono di misurare la differenza di temperatura tra il giorno e la notte, e in alcuni casi la temperatura non è poi così tanto differente. Beh, a dire il vero sembra ci si un solo caso attualmente scoperto finora in cui si osservi questo fenomeno, Kelt-9b, un esopianeta caldissimo (4500 gradi!) che riesce a ridistribuire in maniera molto efficiente il calore tra il giorno e la notte! Ecco, lì forse queste nubi sul confine tra il giorno e la notte non dovrebbero esserci. Ma direi che con quelle temperature, la termodinamica dell'atmosfera di Kelt-9b è ben diversa da quella terrestre. Niente analogie forzate allora! 




Meglio invece uscire e farsi un giro. Andare a vedere per esempio la Cueva del Milodon, una grotta scavata dallo sciogliersi dei ghiacciai circa 15000 anni fa in cui fu scoperto il resto di un enorme mammifero, il Milodonte, adesso estinto.

La cosa interessante non è tanto nessuna delle informazioni che uno può trovare su internet o dove vuole su questo mammifero estinto. Ma è piuttosto che il Milodonte è un personaggio perfetto per nuove storie per Artemis, essendo in sostanza un punto di unione tra i dinosauri e i mammiferi. Già, il Milodonte è un brontosauro piccolo che si è mischiato con il camaleonte e a cui piace mangiare molte mele. Si dice avesse anche parenti in Sicilia, tra l'altro, nel paesino di Milo, ma non si sa se lo ha raggiunto via mare o andando in profondità nella Terra e poi riuscendo proprio da uno dei crateri dell'Etna. Ora ve la faccio breve, ma il Milodonte era un soggetto davvero interessante: la sua parte camaleontica gli consentiva di cambiare colore diventava color cielo quando si gettava in acqua, e color ghiaccio, bianchissimo, quando camminava sui ghiacciai. Era un gran scalatore, e prendeva il color granito delle Torri del Paine quando scalava. Si muoveva spesso in cordata con uno dei suoi migliori amici, l'Orsodonte, un orso che poteva essere bianco o grigio a seconda dele situazioni. Ma poi si separarono, in quanto l'Orsodonte era molto goloso di arrosticini e, scoprendo che in Abruzzo se ne facevano di ottimi, si trasferì a Pescasseroli dove aprì una macelleria (ma continuò a scalare nel tempo libero, sia chiaro). L'altro grande amico del Milodonte era il giraffodonte, che viveva con il milodonte nella grotta che oggi ho visitato. Tuttavia il giraffodonte dovette andar via perché la vita nella grotta non faceva al suo caso: sbatteva troppe volte la testa e finiva spesso in ospedale per trauma cranico. Il suo dottore, il topolinodonte, avendo un parente che viveva in Nord America e stava facendo fortuna in Florida, gli suggerì quindi di spostarsi a vivere a New York, dove pare ci fossero già edifici molto alti in cui il giraffodonte non avrebbe avuto problemi a vivere.

Ma comunque ognuna di queste è una storia da raccontare, mi serve solo un po' di tempo per farlo. Già, le storie della Patagonia sono tante, servono a riempire i tanti spazi e tempi che qui abbondano, così mi ha detto il topolinodonte, all'uscita della grotta.

Chissà quale sarà la prossima storia in cui mi imbatterò.




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