Spazi
Giornata piena oggi e ora a dire il vero mi andrebbe di dormire più che di scrivere.
Ma l'impegno preso, quello di tirar fuori quotidianamente delle parole per srotolare davanti agli occhi la giornata passata, non posso disattenderlo.
Che poi di oggi ci sarebbe un sacco da dire. Un giro al Parco delle Torri del Paine è qualcosa che lascia gli occhi pieni di immagini meravigliose. Scorgere il gruppo montuoso del Paine arrivando dal fiordo su cui vive Puerto Natales è unèsperienza che mi ha lasciato a bocca aperta. Come possono delle semplici montagne essere così eleganti e selvagge al contempo? Qual è l'elemento che le rende così scioccanti?
Saranno le innumerevoli nubi lenticolari disegnate nel cielo dal vento, il cui scorrere viene deviato dalle cime montuose? Queste macchie bianche, a strati, sono evidentemente state disegnate dalla natura per far da cornice alle montagne del Paine.
O gli alberi, che faticano a crescere su un terreno troppo roccioso, schiacciati dal vento stesso che li incurva e costringe a non protendersi più di tanto verso il cielo.
No, saranno il laghi distesi ai piedi del gruppo montuoso, di un blu, anzi tanti blu intensi, pieni, graffiati dal vento stesso che li increspa spingendone l'acqua verso le sponde.
Non basta, no. Credo sia per l'enorme ghiacciaio che sappiamo stendersi a nord delle Torri, lo Hielo Continental che poi si suddivide in tanti ghiacciai più piccoli e da origine ai laghi di cui sopra. Un ghiacciaio in ritirata, come tutti gli altri, e ad un ritmo troppo alto per significare qualcosa di buono.
Però secondo me l'impatto non arriva neanche dai ghiacciai, non dai laghi, non dal vento o dalle nubi lenticolari o dagli alberi ricurvi. Deriva dallo spazio che queste montagne hanno attorno. Enorme rispetto agli spazi a cui sono più abituato, sterminato. Ecco, questo gruppo ha lo spazio necessario per respirare, per guardarsi attorno, dall'Atlantico al Pacifico, e chissà, fino all'Antartide quasi. Il granito delle torri fa da guardia al ghiacciaio, taglia il vento ed è un segnaposto inconfondibile per chiunque si spinga a sud della Patagonia.
Ma quanti hanno preso appunti su queste torri finora? Immagino quelli che le potevano ammirare quando la Patagonia era davvero una terra quasi disabitata. Cosa dovevano pensare, nel trovarsi al cospetto di cotanta meraviglia?
E poi gli esploratori, tanti di loro tra l'altro italiani. Per qualche ragione siamo attratti da questa zona di mondo. Dal Sacerdote De Agostini a Guido Monzino a tanti altri scalatori, senza dimenticare tutti quelli che hanno costruito Ushuaia e che da queste parti, più che esplorare, sono venuti a spaccarsi la schiena.
E questo luogo, oggi, l'ho potuto rivedere dopo 12 anni e insieme a belle persone, devo dire. Colleghi simpatici e alla mano. Durante queste conferenze il giorno dell'attività sociale è spesso davvero interessante, consente di parlare con gli altri un po' fuori dagli schemi in cui ci troviamo incastrati quando invece stiamo lavorando. Oggi l'organizzazione devo dire che è stata perfetta, un miscuglio notevole di precisione svizzera e tempo patagonico, rilassato. Ho parlato un sacco con le due guide, Anita e Paula, e poi con Maria Jose, che si occupa di far funzionare bene questa conferenza e ciò che gli gira attorno. E in un giorno solo le conversazioni sono passate dalla storia umana di queste montagne, alla loro formazione geologica, e poi a come si costruisce uno spettroscopio di nuova generazione e a che pianeti dovremo cercare di guardare in futuro, a che educazione e formazione poter offrire alle nuove generazioni e non so quanto altro.
Ma forse quello che mi blocca stasera è che sfiorare queste montagne e non scalarle non mi basta. Mettiamola diversamente, però, se no sembra cempre che sia insoddisfatto, pure dopo una giornata splendida come questa, in cui abbiamo avuto un sole splendente senza interruzioni, tra l'altro! Si, in effetti oggi mi piace pensare a queste montagne più come uno spazio per le interazioni umane che sto avendo qui, come spazio che la vita mi offre per riprovare a scrivere e rimettermi in viaggio, che come cime da esplorare. Forse alle Torri del Paine ci tornerò, forse magari salirò anche su qualche cima del massiccio, chi lo sa. Per adesso posso tenermi negli occhi la bellezza assoluta vista oggi, la fortuna di vivere in questa parte di mondo, e andare a dormire senza pensieri.
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